Bisogna essere certi che Dio vuole bene agli agrigentini

Pubblicato 30/09/2011 » 316 Visualizzazioni» Da Eugenio Cairone » La lente, Rubriche

di Eugenio Cairone – Bisogna essere certi che Dio ci vuole bene.

Almeno lui, a noi agrigentini, non ci abbandona mai e ogni giorno che passa dà prova della sua benevolenza nei nostri confronti.

Il Signore dopo avere  evitato una possibile strage a causa del crollo nel centro storico in coincidenza del Venerdì Santo, ha evitato un’altra possibile tragedia sulla 640 se il nuovo By pass fosse stato già aperto.

E dire che si è fatto di tutto perché fosse reso transitabile per porre fine ai disagi che stanno facendo impazzire i pendolari.

Se, in questo caso, ci si è salvati dal pressappochismo con il quale si lavora dalle nostre parti, dall’incuria e dalla facilità con la quale si mette a serio rischio la vita delle persone, che ci si creda o meno, lo si deve a chi da lassù ci protegge in ogni momento della giornata come, appunto, nel caso della brutta vicenda del By pass inghiottito dall’acqua piovana.

Ma come è possibile che l’incolumità pubblica debba essere messa a rischio continuo?

Una risposta non l’avremo mai.

Non resta che attendere l’esito degli accertamenti su un crollo che è un fatto inconcepibile che intanto, prolungherà, purtroppo, il nostro calvario.

Eugenio Cairone

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2 Responses to Bisogna essere certi che Dio vuole bene agli agrigentini

  1. Francesca says:

    Io ne sono certa che abbiamo un occhio particolare. Sono nata tra frana e terremoto e mia mamma mi ha raccontato quando tutti i parenti dal zona del Duomo a causa della frana scapparono a San Leone, da lei ospitati.
    Oggi che abito a Fontanelle, dopo tanto tempo passato in via Garibaldi, la mattina mi alzo e guardo se il Duomo c’è ancora., Già dal mio balcone in linea d’aria, di fronte, vedo il Duomo il Seminario. Via Garibaldi e le zone limitrofe non le ho abbandonate, mi reco solente dalle Suore Salesiane o a San Giacomo e guardo sempre quelle zone abbandonate. L’ex palazzo di Giustizia, l’ex ufficio di collocamento nonchè ex scuola Media Anna Frank, preda dei ratti, dell’erba e dell’incuria. Non è che a Fontanelle la situazione sia migliore, basti pensare la strada che dal quartiere dovrebbe avvicinarci all’Ospedale. Fatta di notte al buio, piena di buche e di erba….
    Le strade di Agrigento, per lo più sono tutte in queste condizioni, per non parlare del tunnel che porta a raffadali, lì piove anche con 40 gradi!
    Tutta Agrigento è abbandonata, ma guardata dai Santi, che ci guardano, ci vedono e ci proteggono. Mentre gli uomini che finanziano, affidano i lavori, sono preposti al controllo, o sono coloro che effettuano i lavori stessi, questi uomini non hanno nè orecchie, nè occhi e quello che ora più che mai capisco, senno. Come può crollare una strada appena fatta, mentre una frana, lesiona ma lascia in piedi un duomo? (oggi in pericolo a causa di ipogei, ma anche dell’intervento dell’uomo moderno) Ma l’uomo antico, senza computer con carta e penna, era forse più intelligente o meno ansioso di fregare il prossimo ??? Oppure sanno che tanto siamo ad Agrigento, dove l’acqua ni vagna e u ventu n’asciuca?
    Mi auguro che ci sia una verifica su questi lavori e su tutti gli altri, che per mè a malincuore, partiranno (rigassificatore, ponte sullo stretto)

  2. Silvana da Torino says:

    O vuole bene agli agrigentini o e’ molto solerte a proteggere gli artefici di (chiamiamole cosi’) opere pubbliche e,grazie a cotanta intercessione,ne traggono beneficio anche i cittadini!.Saluti fortunatissimi da Silvana.

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