Bilancio festeggiamenti San Calogero

Bilancio dei festeggiamenti 2012 in onore di San Calogero

A conclusione dell’edizione 2012 dei festeggiamenti in onore di San Calogero, sia pure con qualche giorno di ritardo che forse serve anche a vedere le cose con maggiore distacco e coinvolgimento emotivo, mi sembra opportuno e doveroso ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile il rinnovo di u

na tradizione che conferma le manifestazioni di una pietà popolare che viene vissuta con una fede che travalica i semplici riti devozionali.

Un ringraziamento che intendo rivolgere a tutti e ad ognuno di coloro che si sono prodigati per rispettare la tradizione in un clima consono ad un festa religiosa sia pure sentita e coinvolgente. Alle autorità che ci hanno onorato della loro presenza, alle Forze dell’Ordine che, come sempre, con discrezione e grande professionalità, ha reso possibile uno svolgimento ordinato della Festa. Ai portatori che hanno dato prova di maturità nel gestire le diverse situazioni che si sono presentate, i mezzi d’informazione che hanno seguito con grande attenzione ogni momento del programma informando tempestivamente i cittadini. Ai componenti della Confraternita di San Calogero per che hanno lavorato in piena sintonia col Pro Rettore, con grande disponibilità equilibrio, maturità e con vero spirito di fede. A tutto il popolo di Dio che attraverso l’attaccamento al Santo ha dato vita a giornate importanti per potere crescere nella fede.

Dal venerdì antecedente la prima domenica con l’intensificazione delle funzioni religiose in Santuario per l’accoglienza dei fedeli sono iniziati i pellegrinaggi al Santo e, nel pomeriggio, l’Ottavario predicato ha visto subito il tempio gremito di fedeli per vivere momenti di grande spiritualità grazie a don Giuseppe Matraxia.

Il sabato è stato dedicato al nobile gesto della donazione del sangue per i bisogni degli ammalati e per le vie cittadine, oltre ai tamburi, le bande musicali hanno allietato i cittadini con musiche tradizionali e in serata, nel sacrato della Chiesa, è stato eseguito un concerto.

Nel Santuario le funzioni religiose si sono intensificate ed in particolar modo il rito della benedizione del tradizionale pane preparato per le grazie ricevute e che è stato utilizzato per donarlo, durante la processione diurna della domenica, per ricordare l’antica tradizione che vuole San Calogero mendicare alimenti per gli ammalati di peste.

La prima domenica, l’alborata ha ricordato a tutti che finalmente l’incontro con il Santo per le strade era imminente e successivamente per le strade i tamburi e le bande ne hanno intensificato il messaggio.

In Santuario tutte le attività religiose si sono susseguite con una partecipazione che è davvero commovente. Di pane se ne è benedetto a quintali e davanti la Chiesa molti devoti lo hanno chiesto con devozione. Alle 12 in punto il Santo, deposto dal suo abituale posizionamento sull’abside e fissato da robusti perni sulla “vara”,è stato portato a spalla in processione, in mezzo ad una marea di folla commossa e pregante, per il tradizionale percorso dai devoti portatori che, per la fatica ed il gran caldo, si sono alternati alle aste dovendo i più, per grazia ricevuta, soddisfare una promessa.

Al calar della sera e sempre in processione, il Santo è ritornato verso la Chiesa e intensi sono stati i momenti di preghiera a cui hanno partecipato i fedeli che ai lati della strada o situati dopo il Santo. Intervallati alle preghiere le bande musicali hanno eseguito pezzi d’opera. Prima del ritorno al Santuario sono stati eseguiti dei giuochi pirotecnici denominati “a maschiata di San Calò” a cui gli agrigentini, fin da tempi remoti, hanno sempre tenuto tanto.

Anche la seconda domenica dopo “l’alborata” e l’arrivo delle bande musicali una manifestazione particolare si è svolta in ringraziamento a quanto ricevuto, ovvero, la “Sagra del grano”, tradizionale processione offertoriale con la partecipazione dei devoti portatori, dei fedeli con gli ex voto, con prodotti della terra e lavori artigianali, seguiti da un corteo di “carretti siciliani”, da muli e animali parati dalle bande e dai tamburi.

Le cerimonie religiose sono state impreziosite dalla celebrazione della Santa Messa presieduta, la prima domenica, dall’Arcivescovo della Diocesi, mons. Francesco Montenegro, a testimonianza della fede al Santo compatrono della città. Il Santo è stato portato in processione alle ore 13, per un percorso che è diverso da quello della prima domenica, ma lungo il quale una moltitudine di gente ha atteso sotto il sole il passaggio del Santo con grande devozione.

La processione serale ha chiuso i festeggiamenti ufficiali e dopo i rituali giuochi pirotecnici il Santo è ritornato in Chiesa. Una cosa è certa che la festa in onore di San Calogero, al di là di qualche antipatico inconveniente che non vale la pena di sottolineare ma solo di stigmatizzare, resta una manifestazione di fede popolare d’intensa commozione ed unica nel suo genere.

Del resto ci confortano le parole del nostro Pastore che ci fanno guardare con speranza verso il futuro di questa nostra comunità. “Calogero è la pagina bella della nostra città. È la pagina scritta da Dio – ha sottolineato il nostro amato don Franco – che vale la pena leggere dopo quelle riguardanti la mafia e i mafiosi che i quotidiani ci hanno offerto”.

Don Angelo Chillura

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