Guida alle garanzie post-vendita (seconda parte)

Abbiamo visto che cosa si intende per “difetto di conformità”. Ora consideriamo quali possono essere le richieste del consumatore  nel caso in cui riscontri un difetto nel bene acquistato, ed entro quali termini, e con quali modalità, i conseguenti diritti possono essere esercitati.

Cosa può chiedere il consumatore

Quando si verifica una delle ipotesi che abbiamo esaminato,  il consumatore può chiedere, a sua scelta, al venditore (art. 130 DLgs. 206/05 – Codice del Consumo):

a) la riparazione o la sostituzione del prodotto, senza spese; ciò tranne che la riparazione o la sostituzione non siano oggettivamente impossibili, oppure qualora l’una sia eccessivamente onerosa rispetto all’altra.

Quando uno di questi due rimedi può considerarsi “eccessivamente oneroso“? Quando impone al venditore spese irragionevoli in confronto all’altro, tenendo conto:
- del valore che il bene avrebbe se non vi fosse difetto di conformità;
- dell’entità del difetto di conformità;
- dell’eventualità che il rimedio alternativo possa essere esperito senza notevoli inconvenienti per il consumatore.

La riparazione o la sostituzione del bene devono essere effettuate entro un congruo termine dalla richiesta da parte del consumatore. Esse, inoltre,  non devono arrecare notevoli inconvenienti al consumatore, in considerazione della natura del bene e dello scopo per il quale il consumatore lo ha acquistato. Se trascorre troppo tempo in relazione a questi due parametri, il consumatore deve inviare un sollecito scritto al venditore intimandogli di provvedere alla riparazione entro un  termine ultimo e ben definito,  procedendo in mancanza alla  definitiva sostituzione.

b) una riduzione adeguata del prezzo o la risoluzione del contratto quando:
- la riparazione e la sostituzione sono impossibili o eccessivamente onerose;
- il venditore non ha provveduto alla riparazione o alla sostituzione del bene entro il termine congruo di cui alla lettera a);
- la sostituzione o la riparazione precedentemente effettuata ha arrecato notevoli inconvenienti al consumatore.

Nel determinare l’importo della riduzione o la somma da restituire si tiene conto dell’uso del bene. Se il difetto di conformità è lieve, e provvedere alla riparazione risulta eccessivamente oneroso o impossibile, il consumatore non ha diritto alla risoluzione del contratto, ma soltanto ad un’adeguata riduzione del prezzo.

Termini e modalità di esercizio del diritto

Il venditore è responsabile quando il difetto di conformità si manifesta entro il termine di due anni dalla consegna del bene. Il consumatore e il venditore possono accordarsi per limitare la durata della garanzia; essa, tuttavia, non potrà essere mai inferiore ad un anno.

Il consumatore per godere dei diritti previsti dall’articolo 130, deve denunciare al venditore il difetto di conformità entro il termine di due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto. La denuncia va effettuata a mezzo raccomandata a.r., e deve contenere una descrizione precisa dei difetti riscontrati.La denuncia non occorre se il venditore ha riconosciuto l’esistenza del difetto o lo ha occultato.

E’ buona norma conservare con cura  ogni documento che attesti l’acquisto del prodotto: lo scontrino di cassa o ricevuta/fattura fiscale, il tagliando dell’assegno, l’informativa relativa alla carta di credito, ecc.

L’azione per far valere i difetti nei confronti del venditore si prescrive nel termine di 26 mesi dalla consegna del bene.

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