Arcidiocesi – Aggiornamento del Clero con visita all’Italkali

Arcidiocesi – Aggiornamento del Clero con visita all’Italkali

Si è appena concluso un Corso di aggiornamento per diaconi e presbiteri del  Clero agrigentino, organizzato dal  Dipartimento per la Ministerialità – Ufficio Comunicazioni Sociali,  sul tema “Web e relazioni”, con visita all’Italkali.

Un accostamento tra due mondi, quello del web e quello del lavoro, che sembra suonare strano, ma che tuttavia è riuscito gradito, interessante e significativo dal punto di vista pastorale.

I temi riguardanti il web, trattati da un esperto del settore come il dott. Davide Boniforti, psicologo di comunità, hanno riguardato i rischi e le sfide che i mezzi della moderna tecnologia dei media possono avere in una pastorale capace di incrociare la sensibilità egli uomini e soprattutto dei giovani di oggi.

Tema proprio questo,  di una relazione dal titolo “Lamente aumentata” e l’“uomo diminuito” : i rischi nel rapporto tra media e identità”; un titolo pregnantemente  emblematico che cerca di fotografare l’attuale situazione, per predisporre eventuali correttivi ad un certo tipo negativo di evoluzione, che si deve invece orientare ad una crescita di spirito di vera  Comunità, superando ogni spinta di chiusura egoistica attorno al proprio io.

Un Corso quindi,  come ha avuto modi di precisare il Vicario Episcopale per la Ministerialità don Leo Argento, veramente pensato e  finalizzato  a riflettere,   “partendo  dall’esperienza personale per stimolare ad un’indagine  sulle  migliori modalità di utilizzo delle nuove tecnologie; una vera  riflessione insomma attorno alle sfide attuali e alle situazioni di criticità incontrate e/o presenti nel mondo digitale, supportate possibilmente  da esempi presenti nella prassi, nel pensiero filosofico e nella letteratura e ricerca scientifica”. Come è facile notare, un progetto pastorale abbastanza ambizioso da rapportare al concreto evolversi della tecnologia, e  che sicuramente ha bisogno di ulteriore approfondimento.

Mentre  intanto proficua si è  rivelata la visita all’Italkali di Realmonte,  una azienda mista pubblico-privata  che opera nel settore minerario per l’estrazione, la lavorazione e l’esportazione del salgemma.

Accolti dalla grande cortesia del  direttore dott. Schembri che  a grandi linea ci ha illustrato sapientemente la problematica della fabbrica e la preziosità del prodotto, cioè la gemma del sale, siamo stati accompagnati poi dell’ing. Pirrera,  nelle varie gallerie, sino a circa 200 metri sotto  il livello del mare, osservando incuriositi i vari siti e momenti di lavorazione, ricevendo esaustive spiegazioni dei vari fenomeni. Tante, proprio tante  le domande a cui con competenza e precisione ha risposto l’ing. Pirrera, un vero esperto che ha collaudato quanto scientificamente appreso sui libri con la lunga  esperienza di tanti anni di proficuo, qualificato lavoro.

Una movimentazione giornaliera  di salgemma all’Italkali, specie in questo periodo,  di oltre una tonnellata  di prodotto raffinato, con imbarco a gestione diretta, dal terminale marittimo della  vicina  Porto Empedocle.

Un traffico via nave, diretto sia all’estero sia ai diversi magazzini portuali dislocati nell’Italia continentale.

Una bella esperienza pastorale, quella vissuta nelle due ore di visita  nelle viscere della terra all’Italkali :  bellezza sotterranea  in questa miniera agrigentina di sale di Realmonte, dove, sotto terra, a notevole profondità, addirittura c’è  anche una vera e propria Chiesa di sale, – una Cattedrale, come è stata chiamata,  con altare,  statue di sale e sculture  che si devono  alla grande arte di un artista favarese, Antonio Alba.

Qualche tempo fa, in un incontro con la comunità di S. Vito di Cadore, sulle dolomiti venete, il nostro pastore, cardinale  don Franco, riferendosi proprio alla miniera dell’Italkali di Realmonte,   ha avuto modo di dire che dal sottosuolo della terra agrigentina “parte un benefico “solletico” che invita tutti, dal Nord al Sud, a considerare le meraviglie del creato e rendere lode al Creatore”.

Diego Acquisto

Ultima modifica: 23 gennaio 2018