17052012

Architetti, contro petrolifere aderisce comitato sindaci

La Consulta degli Ordini degli Architetti della Sicilia, accogliendo la proposta del Presidente Rino La Mendola e confermando le posizioni assunte dall’Ordine degli Architetti di Agrigento, ha deliberato di aderire all’iniziativa del comitato spontaneo dei Sindaci dei Comuni costieri della Sicilia  meridionale, già insediatosi a Sciacca lo scorso 12 agosto, con l’obiettivo di promuovere una legge che vieti le prospezioni petrolifere nel Mare di Sicilia.

Sosteniamo l’iniziativa dei Sindaci dei Comuni costieri, afferma il Presidente della Consulta Rino La Mendola, così come apprezziamo le posizioni assunte dall’assessore regionale al Territorio Di Mauro ed il giro di vite attuato  dal Ministro all’Ambiente Prestigiacomo, che dovrebbe  essere però esteso  all’intero Mediterraneo, attraverso un confronto internazionale finalizzato a  scongiurare che tali prospezioni vengano indiscriminatamente attuate al largo delle coste dei Paesi dirimpettai del Mediterraneo, nella consapevolezza che un incidente del tipo di quello accaduto nel Golfo del Messico trasformerebbe in una pozzanghera di petrolio il nostro mare, che occupa la modesta superficie di 2,5 milioni di chilometri quadrati, contro i 106 milioni di chilometri quadrati dell’Oceano Atlantico che, nonostante la grande estensione, stenta a smaltire il greggio fuoriuscito dalla trivellazione del Golfo, con gravi ed  irreparabili danni per la fauna e per la flora oceanica.

Siamo convinti che la costa meridionale della Sicilia, aggiunge il Presidente Regionale degli Architetti, non debba essere  mortificata da improponibili prospezioni petrolifere – che  garantiscono peraltro interessi esclusivi di grosse holding internazionali, senza promuovere sviluppo economico per la Sicilia – ma, al contrario, debba essere rilanciata quale porta d’Europa sul Mediterraneo, attraverso la realizzazione di un aeroporto nella zona centro-meridionale ed il potenziamento dei Porti,  in modo che possano garantire l’attracco delle grosse imbarcazioni mercantili e da crociera.

Sfrutteremo i nostri rapporti internazionali, recentemente consolidati attraverso l’UMAR (Associazione architetti del mediterraneo) e con la nostra partecipazione ad iniziative culturali e commerciali in Libano ed in Arabia, conclude La Mendola, per coinvolgere, nel dibattito sul tema dell’energia, gli architetti dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, affinché  questi possano rappresentare alle istituzioni  locali  i rischi  di una progressiva trasformazione dei fondali del  nostro mare in un vero e proprio campo minato.

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