La CGIL agrigentina non può che seguire con attenzione ed apprezzamento il lavoro delle Forze dell’ordine e della Magistratura, cui ribadisce l’incoraggiamento ed il pieno sostegno.
In questi giorni, prima attraverso l’operazione Apocalisse, e poi, la condanna al processo Camaleonte si vanno disvelando scenari che chiaramente indicano come il tessuto imprenditoriale della nostra provincia è permeato dalla presenza mafiosa.
Per fortuna alcune condanne ed alcuni risultati positivi dell’azione investigativa dimostrano che, anche, in questa provincia, fare magia, fare i mafiosi è diventato più difficile, perchè è meno facile del passato l’occultazione delle azioni affaristiche criminali, le collusioni tra i diversi corpi sociali, perchè più forte e determinata è la volontà della rete territoriale dello Stato (Prefettura, Tribunale, Forze dell’ordine) di combattere l’inquinamento della vita pubblica e privata da parte del potere mafioso.
Anche il nuovo corso confindustriale e la nascita delle Associazioni antiracket hanno favorito nell’immaginario collettivo l’insediamento della speranza che fare “pulizia civile” era ed è possibile, dopo anni di solitarie denunzie fatte dalla CGIL su diversi spaccati della economia economica locale, con dossier e specifiche comunicazioni alla Magistratura riguardanti azioni criminali ed estorsioni varie.
Tutta la problematica interessante le “bombe ecologiche” le discariche illegali, incustodite aperte al ricovero incontrollato di rifiuti pericolosi, la questione del perrcolato e delle falde acquifere, dei biogas e dell’aria, dei piani di caratterizzazione e di bonifica non fatti, hanno costituito, da parte della CGIL, oggetto di denunzia e di vertenza provinciale, su cui si intrecciavano e, forse, ancora si annidano, in tanta parte del territorio collusi interessi tra mafia, certa imprenditoria industriale paramafiosa, organi di controllo ed amministrazioni locali, ieri ed oggi.
La nota battaglia dei Centri commerciali, dentro una ipotesi di lavanderia di denaro sporco, in un’area della provincia per un bacino di utenza di meno di cento mila abitanti ha visto protagonista la CGIL che ha trovato pochi partiners, mentre la Magistratura ha saputo dare le risposte migliori ai suoi interrogativi.
E mentre era in atto, una specifica forma di “euforia di spesa regionale” per la costruzione dell’Autoporto di Naro,che rappresenta una sorta di “prova del nove” del fatto che la politica regionale scegliendo quel sito lo faceva per dare risposte a chi oggi è sotto processo. Ebbene, la CGIL, già allora manifestò il suo giudizio di inutilità economica e infrastrutturale, e di subordinazione ad interessi che oggi la Magistratura ha tante bene identificato.
Tutto questo è parte di un quadro preoccupante per cui, se poi c’è il mondo della droga, delle estorsioni, delle tangenti, del lavoro nero, delle imprese anonime, dello assoggettamento dell’immigrazione da parte del capolarato,della borghesia-buro-mafiosa, lo Stato non appare in grado di combattere la vasta area di criminalità diffusa, come il teppismo ed il bullismo, perchè le Procure e le Forze investigative non operano nelle migliori condizioni di organico e di mezzi per combattere la loro guerra quotidiana.






