17052012

Agrigento, Villaggio Mose’: Proteste denunce alla magistratura

Loro nello Stato hanno creduto. Hanno pagato in tempo gli oneri di urbanizzazione. Hanno atteso pazientemente che il Comune facesse la sua parte. Hanno più volte incontrato Sindaci ed assessori, accettando persino l´umiliazione di essere ricevuti al bar piuttosto che in ufficio per discutere della vicenda. Ma lo Stato al Villaggio Mosè non è mai esistito. Un quartiere emarginato ed abbandonato anche dall´attuale amministrazione. Adesso loro credono nella magistratura e con l´aiuto di Adiconsum in 450 hanno firmato un esposto denuncia e lo hanno portato sul tavolo del Procuratore della Repubblica di Agrigento. Vogliono sapere che fine hanno fatto i loro soldi. Quelli versati nelle casse comunali per ottenere le licenze edilizie necessarie per la realizzazione di opere primarie. E la magistratura, almeno la magistratura deve dimostrare che lo Stato esiste, che la giustizia esiste. Una legge del 1964 prevede la realizzazione di opere primarie da parte del Comune. Questa legge inchioda i Sindaci alle loro responsabilità. Ma ogni Sindaco sostiene che hanno ereditato la situazione descritta e promettono che fatanno il necessario, in realtà se ne lavano le mani.
Questi cittadini non hanno visto sino ad oggi nelle strade in cui ormai abitano da diversi anni un solo centimetro di marciapiede o di asfalto, le fognature o l´impianto per il gas, pur avendo pagato tutto ciò che c´era da pagare per averli. Oggi si ritrovano nel fango. Il piano particolareggiato che li riguarda è stato approvato nel 1991. “Abbiamo incontrato tante volte il Sindaco Marco Zambuto e l´assessore competente. Sono venuti in questa zona del Villaggio Mosè per i sopralluoghi e hanno visto in quali condizioni ci troviamo. Promesse tante, ma nessun intervento”, ci racconta uno dei residenti, il pensionato Livio Sutera Sardo, mentre ci porta in giro per la zona dove abita, quella nei pressi della scuola elementare, nel cui cortile fa bella mostra di sé un tombolone del gas a pochi passi dalle aule perché non hanno l´allacciamento con la rete. Non possono averla perché il Comune non l´ha mai fatto arrivare qui il gas. Qua attorno abitano cinquemila persone. Le opere di urbanizzazione dovevano nascere già prima della costruzione delle case. Il piano di costruzione venne approvato venti anni fa, ma neppure i terreni sono stati mai espropriati. Alcuni terreni dopo vent´anni sono tornati nella disponibilità dei proprietari e là dove era previsto nascessero strade e piazze si stanno costruendo altre palazzine. “Qui i costruttori hanno dovuto sostituirsi al Comune e realizzare le fognature e l´impianto idrico. Cosi per gli oneri di urbanizzazione abbiamo pagato due volte: al Comune e ai costruttori. A nostre spese abbiamo realizzato un marciapiede per evitare che il fango invadesse le nostre case e anche un muro di sostegno per evitare crolli dalla zona soprastante”, aggiunge il signor Giuseppe Argento. “Io il fango e l´acqua invece non li posso proprio evitare – interviene il dirigente scolastico Alfio Russo – Dinanzi casa mia la strada non è mai stata asfaltata e quando piove il mio ingresso si allaga e la stradella diventa un´insidia. Tra l´altro, a seguito della costruzione di altre villette nei dintorni, la strada ha preso una pendenza particolare che ne ha modificato le caratteristiche e favorisce le infiltrazioni egli allagamenti sin dentro il mio ingresso. Inoltre, Non possiamo fare opere opportune per evitare questi disagi perché dobbiamo ottenere le autorizzazioni per le modifiche. La concessione edilizia il costruttore l´ha ottenuta nel 1999. Ed ha fatto opere provvisorie per rendere abitabili le case, in attesa che il Comune intervenisse. Ma non è mai intervenuto. Ogni volta che la fogna o la conduttura dell´acqua vanno in tilt dobbiamo intervenire a nostre spese. Inutile chiamare il Comune o le ditte a cui è affidato il Sindaco. Anzi il colmo è che alcuni sono stati denunciati per avere fatto allacci abusivi alla rete fognante e a quella idrica. Nel 2006 ho inviato una diffida, il Comune ha detto che il costruttore ha versato sino all´ultimo centesimo e sappiamo che siamo in regola, ma è del tutto inutile. Non cambia nulla ”
La strada di accesso che porta alla casa di Alfio Russo è ancora del proprietario perché il Comune non l´ha mai espropriata. C´è chi non può neppure indicare in quale strada si trova la propria casa. “Non posso fare il cambio di domicilio all´ufficio anagrafe e sulla patente perché il Comune non mi ha mai comunicato l´esatto indirizzo di casa mia. Il Sindaco ha fatto una delibera per la toponomastica della zona, ma mi hanno spiegato che mi deve essere notificata e solo allora potrò sapere dove abito. Attendiamo ancora che ci comunichino l´esatta denominazione della strada. Mi è arrivato un tributo da pagare ma è tornato al mittente perché l´indirizzo non era esatto. Mi è ritornato l´avviso di pagamento e ho dovuto pagare la mora per ritardato pagamento. Una vera beffa! ” racconta una docente che abita presso la Chiesa del Villaggio Mosè.
Nell´esposto dell´Adiconsum molti di questi casi sono documentati con testi e foto. “Non è stato speso un centesimo di euro dal Comune a fronte di ben 40milioni racimolati in cinque anni”, dichiara Alfonso Scanio, presidente dell´Adicosum. Il Comune non ha realizzato neppure la rete per il gas e persino la scuola per rifornirsi di gas per il riscaldamento ha dovuto istallare un grande bombolone nel cortile, non lontano dalle aule scolastiche. “Le case attorno si servono ancora di provvisori impianti elettrici dei cantieri, perché l´Enel non può operare sistemando i cavi, non avendo il Comune espropriato i terreni. Inoltre i costruttori non hanno previsto un´area per la realizzazione di una cabina elettrica – spiega Sutera Sardo – Così abbiamo chiesto al Comune di fornirci trenta metri quadrati di terreno demaniale necessari per costruire una cabina elettrica. In tal modo l´Enel potrebbe operare. Ma gli uffici comunali non ha neppure risposto alla nostra richiesta, dimostrando un´arroganza incredibile. Ho dovuto scrive all´autorità per l´energia per costringere l´Enel a costruire una cabina ad alcuni chilometri da casa mia e fare arrivare i fili elettrici. Ma le strade attorno sono al buio, senza asfalto e piene di buche e circondate da discariche “. I soldi il Comune li ha incassati, ma gli oneri di urbanizzazione non ci sono. Un caso palese di ingiustizia da sanare. Ci sarà un giudice ad Agrigento !
Elio Di Bella

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  1. nicolò scrive:

    in attesa che l’amministrazione si decide di comunicarvi il nome della strada potete approfittare di mettere un indirizzo provvisorio:
    indirizzo estivo : via pruvulazzu n°a mmuzzu
    indirizzo invernale: via critazzu il nunero sempre lo stesso.
    vedendo la foto l’indirizzo dovrebbe essere ideale. per me che vivo fuori agrigento è difficile capire la situazione ma condivido il problema

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