Si è svolta ieri, davanti al giudice del Tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli, la prima udienza del processo scaturito dall’inchiesta denominata “Colpo di fulmine”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Agrigento e condotta in campo dai carabinieri della Tenenza di Favara, che vide indagate 25 persone, a vario titolo, per associazione a delinquere, truffa e ricettazione.
Secondo gli investigatori, telefonavano a grandi imprese, come l’American Express o la Bmw Italia, dicendo di essere la “Confederazione Commercio Artigianato Europeo”, una fantomatica società che, a dire degli indagati, era finanziata da fondi della Regione Sicilia e della Comunità Europea.