Agrigento, a giudizio per omicidio colposo: chieste condanne di medici e infermiere dell’ospedale



Tre i medici del San Giovanni di Dio di Agrigento sono stati rinviati a giudizio, con l’accusa di omicidio colposo, per la morte del piccolo Salvatore Aron Barragato, di Licata, deceduto nel giugno 2011: si tratta della ginecologa Maria Concetta Rotolo, 57 anni; Antonino Cutaia, 58 anni, pediatra in servizio al reparto di neonatologia, e l’infermiere Giovanni Moscato, 47 anni.

Il sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento, Manola Cellura, al termine della requisitoria, ha chiesto la condanna a 2 anni e 8 mesi per la ginecologa; 3 anni per Cutaia, mentre un anno è stato chiesto per Giovanni Moscato.

Il bimbo nacque all’ospedale di Agrigento ma morì poche ore dopo, nella notte, per complicazioni dovute a una malformazione cardiaca, durante un trasporto in ambulanza dalla Città dei Templi a Taormina.

La scorsa udienza è stato ascoltato un cardiologo che ha dichiarato che il piccolo Salvatore “si poteva salvare se non ci fossero stati inconvenienti in ambulanza”.

In sostanza nella sua arringa il pm ha detto: “Sarebbe stato sufficiente essere più attenti per salvare la vita del piccolo Salvatore. Se la patologia fosse stata diagnosticata in tempo e il personale avesse controllato il funzionamento della culletta termica il piccolo non sarebbe morto”.

La culletta termica nella quale il neonato doveva essere trasportato dall’ospedale San Giovanni di Dio al San Vincenzo di Taormina non funzionava e il tragitto si protrasse per ben sette ore. Troppo per tentare un intervento chirurgico: il cuoricino malato del piccolo Salvatore Aron smise di battere tre giorni dopo.

 

Ultima modifica: 17 aprile 2018