Agrigento, chiusura elle 22,30 per “Nzolia”, Vitellaro invoca intervento del Municipio



consorzio universitarioIl consigliere comunale di Agrigento, e avvocato, Pietro Vitellaro, si è rivolto al sindaco Firetto, alla presidente del consiglio comunale, Daniela Catalano, e al dirigente dell’ufficio legale del Comune, avvocato Antonino Insalaco. Vitellaro invita il Comune a incaricare l’ufficio legale di verificare se vi siano le condizioni per presentare legittimo reclamo ad adiuvandum avverso l’ordinanza cautelare che è stata appena emessa dal Tribunale di Agrigento nei confronti di un locale pubblico ‘Nzolia, in piazzetta San Calogero. Disposta la chiusura entro le ore 22.30, dal lunedì al giovedì e entro le 24.00, il venerdì e il sabato. (Agrigento, “troppi rumori”: chiusura entro le 22.30 per il locale ‘Nzolia).

Lo stesso Vitellaro spiega: “La vocazione turistica della città di Agrigento, l’esigenza di salvaguardare diversi posti di lavoro e la voglia di garantire un’ampia offerta di attività commerciali che possano accrescere il tessuto economico di Agrigento, spesso si sono scontrati con un’altra grande esigenza che non deve essere trascurata, quella di assicurare il quieto vivere all’interno della propria abitazione. È legittimo infatti fornire il giusto peso a questi due pilastri fondamentali della nostra comunità che spesso sono contrastanti.

Qualora vi siano tali interessi opposti è corretto e doveroso trovare un compromesso che non faccia prevalere l’una o l’altra parte. I provvedimenti di un Giudice si rispettano. Sempre. Tuttavia è un sacrosanto dovere utilizzare ogni strumento che la Legge consente per poter far valere le proprie ragioni ed i propri interessi. Per questi motivi chiedo formalmente che il Comune di Agrigento, oggi parte resistente nel procedimento civile che riguarda anche un noto locale agrigentino a cui sono stati imposti orari di chiusura che rendono difficoltoso l’esercizio della propria attività, dia incarico al proprio ufficio legale per verificare se vi siano le condizioni per presentare legittimo reclamo contro l’ordinanza. Ciò al fine di poter bilanciare adeguatamente gli interessi che sono in gioco e poter consentire a tutte le parti in causa il giusto compromesso per tutelare i propri diritti”.

Ultima modifica: 22 febbraio 2018