Sollima,Favino-Nigro-Giallini poliziotti bastardi:
Di Domenico Vecchio:
Bisognerebbe chiedere ai celerini, quelli veri, come l’hanno presa. Per chi come me ha frequentato gli stadi, ha visto manifestazioni, e per lavoro ha raccontato anche di immigrati clandestini e di campi nomadi, pensare agli agenti del reparto mobile come tutti dei pazzi esaltati appare difficile. Conosco personalmente alcuni poliziotti che lavorano al reparto “ordine pubblico” e nessuno di loro, mi ha mai dato l’impressione di essere un violento.
Tutto il contrario, invece, di quello che racconta Acab (All cops are Bastards – tutti i poliziotti sono bastardi), il film in programmazione al Ciak di Agrigento. Nella storia tratta dal libro di Carlo Bonini, che sancisce l’ottimo esordio al cinema di Stefano Sollima già regista del telefilm Romanzo Criminale, i poliziotti all’occhio dello spettatore risultano tutt’altro che persone tranquille e in alcune scene rievocano i soldati dell’antica Roma.
Gli agenti del reparto mobile della Capitale, interpretati da Pierfrancesco Favino, Filippo Nigro, Marco Giallini e Andrea Sartoretti, sono diversi da quelli che conosciamo in provincia, qui, appaiono violenti e aggressivi, vittime di un mestiere difficile pieno di insidie ma fatto anche di abusi e di compromessi.
Acab, racconta molto di più. Con riferimenti alla cronaca, è uno spaccato di un’ Italia fatta di paradossi e contraddizioni. Una nazione vittima di un sistema, che troppo spesso funziona male. Dove lo Stato e chi lo rappresenta sono in conflitto tra loro.
Dove eseguire gli ordini non sempre è la cosa giusta. Un’Italia in crisi di ideali, che vive su valori sterili, portata a preconcetti dettati da un malessere generalizzato come la mancanza di un lavoro, di una casa, di una società civile.
Dove le regole vengono imposte e la giustizia non è garantita. E’ un film denuncia, documentario, un film che fa pensare.
Gli agenti del VII Nucleo di Polizia, un reparto speciale mobile in prima linea contro ultrà, black bloc, No Tav, sono i protagonisti di una nazione ultimamente troppo spesso alle luci della ribalta. Acab, tutto sommato, è un film da vedere, che promoviamo a pieni voti.
Domenico Vecchio








Da vedere sicuramente. Certo è che se ogni tanto le forze dell’ordine (categoria sottopagata e maltrattata dallo Stato in primis) si schierassero con il popolo e a favore dei diritti della persona umana, probabilmente si potrebbe riuscire a vincere qualche battaglia. Davanti alle situazioni tragiche degli immigrati definiti “clandestini” quello che dovrebbe prevalere è l’uomo e non la legge che di tutto si occupa tranne che della PERSONA.
é sicuramente un film molto “duro” , per certi versi “cattivo” , in quanto protagonosta assoluta è la violenza , intesa in senso lato: la violenza morale , in particolar modo politica e sociale. L’ Italia è sicuramente a mio avviso , la “patria” dei paradossi e delle contraddizioni . Solima mette in luce gli aspetti peggiori , più “crudi,del nostro paese e il lavoro “ingiusto” , “barbaro” e “cattivo” degli agenti della polizia . Per come la vedo io questo è sicuramente uno spaccato della realtà . Ma essendo l’Italia emblema della contraddizione , si ha il rovescio della medaglia , e troviamo “un’altra realtà” , che si basa su sani valori e principi , dove agenti di polizia , svolgono secondo un’etica impeccabile e rigorosa il loro lavoro , che si mettono al servizio della “popolazione! , rischiando spesso in prima persona .ACAB è sicuramente un inno , contro la violenza , il razzismo e un sistema corrotto,Però adesso , per mostrare entrambe la facce della medaglia , bisognerebbe dar voce a chi sta al servizio del cittadino in modo onesto.
molto interessante , mi ha incuriosita molto ..e sicuramente andrò a vedere il film
non ho visto e, dopo la tua recensione, non andrò a vedere il film. Bisognerebbe stringersi atorno alle forze dell’ordine che , per poco più di 1300 euro al mese, rischiano la vita per proteggerci
Recensione interessante, dal contenuto esaustivo benché soffra, in una certa quota, di carenza di imparzialità ….
Il film è da vedere…a prescindere che suggerisca una prospettiva piuttosto che un’altra (chi ha detto che un regista non debba avere un’opinione su una data cosa?) ..
condivido il pensiero della Sig.ra Brandara, credo sia un film che esalti la mentalità già contorta di frange di esaltati che potrebbero ancor di più vedere nella Polizia, un nemico da combattere. Io non andrò a vederlo.
“A.C.A.B. scarta la violenza fisica (paradossalmente non ce n’è molta) e va subito al cuore della questione, la violenza psicologica, in questo centrando già a livello di intenti l’obiettivo,ACAB guarda nello stomaco di ogni spettatore e tira fuori quello che non vorrebbe provare, facendolo manifestare ai personaggi.”Direttore viviamo in una società in cui la violenza fisica e morale sono all’ordine del giorno, lo squallore e la mancanza di ideali fanno si che si “combatte” per una squadra, o durante una manifestazione,contrapponendo due schieramenti, fatti di uomini,che si scontrano ma non si parlano…..il mio timore? Che si guardi l’altro sempre più come nemico e che si arrivi ad oltrepassare quel punto del non ritorno, entrando così in un vortice di violenza tra uomini, di idee e modo di vivere diversi, esperienza che già in passato abbiamo vissuto.
Ottima recensione, va venir voglia di andare a vedere il film. Direttore Vecchio dovrebbe scrivere più spesso.
Mi piace molto il cast di questo film. Avevo già visto romanzo criminale e nonostante ci sia molta violenza, l’avevo apprezzato molto. Credo che andrò a vedere anche questo. Complimenti al Sig Lupo che gestisce egregiamente i cinema dandoci la possibilità di scegliere tra tanti ottimi film anche in prima nazionale.
bel film mi è piaciuto! bella anche la recensione
Non andrò a vedere il film per una questione di principio legata al senso della realtà e all’onestà intellettuale ambedue latitanti nell”’opera” in oggetto.
Non l’ho visto il film per cui non riesco a dare un giudizio però mi piace come ha scritto la recensione
Grazie a tutti. Consiglio di vedere questo film e anche Missione impossibile. Consentitemi di rispondervi con questa citazione che prendo in prestito da Jean Renoir:
“L’arte del cinema consiste nell’approcciarsi alla verità degli uomini, non di raccontare delle storie sempre più sorprendenti.
Domenico
Direttore mi hai fatto venire voglia di vedere sto film
Bella recensione…mi ha fatto venire la curiosità e la voglia di vedere il film