Il paesaggio culturale della Valle dei Templi testimonia un rapporto millenario che l’uomo ha stabilito con la natura ed è unico perché unica è la cultura che lo ha prodotto. La creazione con la L.R. 20 del 2000, di un Parco della Valle dei Templi dichiaratamente denominato “archeologico e paesaggistico” non fa che confermare l’accresciuta consapevolezza dei monumenti archeologici della Valle e del suo paesaggio agrario e naturale che li contiene e li conserva. Questo straordinario connubio tra arte e natura ha da sempre affascinato gli storici classici come Diodoro Siculo, i geografi arabi come Al-Idrisi e nel corso dei secoli i numerosi viaggiatori del Grand Tour che lo hanno ricordato nelle pagine dei diari e nelle immagini dei disegnatori a loro seguito. Il paesaggio agrario della Valle dei Templi viene ricordato, in tempi più recenti, anche da Luigi Pirandello come il “bosco di mandorli e ulivi” come componente vegetale più caratterizzante del territorio. Gli enormi “ulivi saraceni” citati da Pirandello nel suo romanzo “I vecchi e i giovani”, ancora oggi con le loro straordinarie forme e dimensioni sono testimoni del lento trascorrere del tempo.
Per queste caratteristiche e per il contesto storico-culturale e paesaggistico in cui si trovano, alcuni olivi sono stati censiti, insieme ad altri straordinari esemplari di carrubo e mirto, tra gli “Alberi monumentali” e inseriti nell’elenco de “I grandi alberi di Sicilia”.
Il Parco ha intrapreso una serie di iniziative finalizzate alla conoscenza e alla valorizzazione del paesaggio agrario e naturale della Valle e in particolare ha realizzato un itinerario di visita dedicato ai “Patriarchi della Valle dei Templi”, alla scoperta di esemplari di olivi, carrubi e mirti che, per la loro maestosità e per il loro portamento, sono dei veri e propri monumenti naturali.
A supporto dell’itinerario, arricchito da pannelli esplicativi collocati in prossimità degli alberi monumentali, è stata realizzata una planimetria che illustra l’intero percorso e contiene anche le schede delle caratteristiche morfologiche di ogni singolo esemplare, cenni sull’origine, la diffusione, la storia, i miti classici, gli usi tradizionali e le curiosità legate all’olivo, al carrubo e al mirto.
A questi “monumentali naturali” sono riservati interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, con la stessa attenzione che viene riservata alla tutela e salvaguardia degli altri Beni Culturali. Nell’ambito di detta attività, recentemente il Carrubo di Zeus è stato sottoposto ad un delicato intervento di dendrochirurgia finalizzato alla eliminazione delle parti di pianta e di legno interessati da attacchi insetti e funghi xilofagi responsabili di numerose malattie che interessano diversi organi e apparati delle piante.
Dagli oliveti dei terreni demaniali del Parco, di cui fanno parte gli olivi monumentali inseriti nell’itinerario dei “Patriarchi della Valle dei templi”, si ricava l’olio Diodoros che ha avuto diversi riconoscimenti per la sua qualità e delicatezza di gusto, in concorsi nazionali e internazionali dedicati agli oli extra vergini di oliva.
La presentazione dell’itinerario, in cui è prevista la partecipazione anche dell’Assessore Regionale. Prof. Sebastiano Messineo e dell’Arch. Gesualdo Campo Dirigente Generale del Dipartimento Beni Culturali ed Identità Siciliana, avverrà giorno 10 febbrario alle ore 11,00 nei pressi del Tempio della Concordia.
Nell’ambito della manifestazione, realizzata anche in collaborazione con il Distaccamento Forestale di Agrigento che sarà presente con un gruppo di unità a cavallo, è prevista la degustazione, curata dalla Società Valparadiso, del “pani cunsatu” con l’olio Diodoros per dare l’opportunità di conoscere e apprezzare i sapori dei prodotti del territorio.
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Cultura e spettacolo “I Patriarchi della Valle dei Templi”: itinerario alla scoperta degli alberi monumentali del Parco
“I Patriarchi della Valle dei Templi”: itinerario alla scoperta degli alberi monumentali del Parco
Pubblicato 99 giorni fa | 1 commento
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Non potro’ vedere queste meraviglie della natura e mi dispiace,ma mi congratulo per l’iniziativa volta a valorizzare questo patrimonio naturale che Agrigento puo’ vantare e che,secondo me, e’ meglio di un giardino botanico .Gli esemplari maestosi di olivi carrubi,mirti e anche i meravigliosi pini e gli eucalipti sono i veri protagonisti insieme agli insediamenti archeologici di un paesaggio unico che occorre valorizzare e pubblicizzare nel mondo.Saluti sempreverdi da Silvana.